Lo scorso 21 giugno ho inviato una nota al Ministro Brunetta in cui, nel ricordare un nostro incontro di circa 17 anni fa, sottolineavo la sua coerenza nel sostenere nel tempo tesi e proposte presentate nel corso di un convegno che avevo organizzato sul tema della riforma della dirigenza con il titolo: “Da Burocrate a Manager”.
A distanza di oltre un mese ritengo utile publicarne il testo in cui, oltre a complimentarmi con il Ministro per la sua tenacia, sottolineo la necessità che la sua opera di riforma della pubblica amministrazione non si fermi solo agli aspetti più vistosi ma incida nel profondo delle strutture pubbliche modificando anche i meccanismi che presiedono alla valutazione e scelta dei vertici delle amministrazioni pubbliche.
Ritengo interessante anche la parte conclusiva della lettera dove richiamo alcune parole scritte dall’AD di Fiat, Sergio Marchionne, ai suoi dirigenti sollecitandoli a trasferire nel loro lavoro alcuni aspetti della cultura Zulù (Spirito Ubuntu) che mette al primo posto l’esigenza dell’accettazione di coloro che fanno del gruppo come persone degne di essere riconosciute.
Potrebbe essere questa la strada giusta da intraprendere: partire da un riconoscimento forte della utilità e dignità dei dipendenti pubblici quale base per dare efficienza alla pubblica amministrazione.