Stop a 28.500 alunni…..che bravi!

giugno 13, 2010

Da “La Repubblica” di domenica 13 giugno 2010:

“…..stop a 28.500 alunni, + 0,6% rispetto al 2009, + 1,4% i bocciati alle superiori”

Titolo ad effetto che sembra quasi trionfalistico.  Forse lo è veramente per chi vede in questo risultato un successo!

Che significa “fermati” quando si parla di studenti che non vengono ammessi agli esami di maturità? I responsabili del Ministero dovrebbero spiegare il motivo che possa rendere orgogliosi chi ha fermato questi studenti, e poi: fermati verso cosa? Dove stavano andando questi studenti, verso quale insulsa meta, talmente brutta che ci siamo sentiti in obbligo a fermarli?

Bene, ed ora che gli abbiamo fermati ci dovremo interrogare su quali misure verranno adottate a sostegno di questi ragazzi che sono stati bollati con la non ammissione agli esami di maturità.

Una delle ipotesi è che possano abbandonare gli studi ed entrare nella schiera dei ragazzi senza lavoro, ingrossando file dei giovani sbandati.

Spero che gli ideatori di questa riforma dell’istituzione scolastica si siano dati delle risposte a queste domande.  La missione della scuola, quella pubblica in particolare, sta divenendo una missione notarile che “registra” solo e non educa. Questa è l’impressione.

Di chi è la colpa se questa ragazzi non hanno raggiunto la sufficienza? Loro o delle strutture scolastiche e della società, cosi detta civile, che non è riuscita a motivare una parte dei giovani perdendone la intelligenza, la spontaneità, l’ingegno, la freschezza, la voglia di vivere.

Ed ora cosa succederà? Ripeteranno l’anno scolastico rientrando nel meccanismo e riprovando oppure abbandoneranno la scuola e percorreranno altre strade, covando un risentimento contro una società che ne ha decretato l’emarginazione.

Sono forse questi i nuovi paria destinati ai margini della società?

Dove sono gli educatori che proprio su questi ragazzi dovrebbero avere una maggiore influenza tale da aiutarli a superare le difficoltà dell’apprendimento e dello stare nel sociale rispettando regole e principi della società.

La scuola è diventata più severa negli ultimi anni grazie alle azioni ispirate dal ministro Gelmini. Essere più severi potrebbe essere una ottima cosa se di pari passo la scuola pubblica fosse in grado di essere ugualmente più autorevole nei confronti dei ragazzi riuscendo a formarli ed educarli con il loro consenso e con la loro condivisione e non solo con lo spettro della bocciatura o della non ammissione agli esami.

Una parte di questi ragazzi l’anno prossimo frequenteranno scuole private dove, a volte, è possibile “comprare” il diploma. Avremo così dimostrato a questi giovani che ciò che non si ottiene con il merito lo si può comprare, per chi possiede le disponibilità economiche.

Veramente un bel risultato, complimenti.

© Francesco Naviglio – 2010