Ancora un annuncio di riforma della Pubblica Amministrazione. Ma basta….

giugno 21, 2016

Nuovamente notizie sulla presunta riforma Madia sulla dirigenza pubblica. Nuovamente notizie in cui il Governo si arroga l’adozione di misure  finalizzate alla “cacciata” dei fannulloni, al licenziamento degli imbroglioni, all’espulsione dalla Pubblica Amministrazione di “dipendenti infedeli”.
Ora scoprono la necessità che i dirigenti pubblici superino degli esami, che vengano valutati, che rispondano di persona fino al licenziamento se il personale delle strutture che dirigono non rendono oppure, addirittura, se “rubano”!

Tutto ciò, per chi ha servito i cittadini all’interno della Pubblica Amministrazione per oltre 38anni e che si è sempre considerato un “Civil Servant” di stampo anglosassone, è una vergogna e fa scatenare sentimenti di profonda “incazzatura”! Non è un francesismo, è solo quello che sento, insieme a tanti colleghi dirigenti, nel leggere e sentire certe cose che risuonano come la “scoperta dell’acqua calda”!

La simpatica e sinceramente affascinante Ministra della Pubblica Amministrazione, insieme a tutto il Governo, non hanno scoperto e introdotto nulla….ripeto nulla! Tutto quello che vogliono contrabbandare come novità già esiste da tempo, con l’unica differenza che non è mai stata applicata per colpa dei sindacati, che hanno delle responsabilità terribili, e del “potere politico” che sino ad oggi hanno difeso e tutelato tutti i “furbetti” in quanto funzionali al “voto di scambio” e alla gestione delle “tangenti”. Parole pesanti ma, per chi conosce il funzionamento della amministrazione pubblica, vere e dimostrabili.

Ora ci si inventa che il dirigente, che non controlla e gestisce i propri collaboratori, debba essere licenziato, si scopre la necessità che le promozioni vengano decise in base ai meriti e al superamento di concorsi, eccetera, eccetera,  eccetera….

Come è possibile tutto ciò se la carriera dei dirigenti viene decisa nelle stanze dei partiti o dei sindacati? E nessuno si permetta di dire che non è vero….sarà fulminato immediatamente dal primo dio greco che passa!

Lo sappiamo e sapete tutti! La dirigenza pubblica è gestita, assunta, promossa, licenziata dal potere politico! Questo è il motivo e lo sfascio della pubblica amministrazione: il suo totale e completo asservimento ai o al politico di turno. Sia esso deputato, presidente, assessore o consigliere di amministrazione. Se non si modifica tutto ciò e si garantisce la distinzione e l’indipendenza tra la gestione politica e amministrativa non si riuscirà mai ad avere una amministrazione ed uno Stato trasparente, efficente, sano è veramente al servizio del cittadino.

Dal 1992, anno di entrata in vigore del decreto Legislativo 29 (Riforma della Dirigenza Pubblica), si è chiesto da più parti l’auto gestione della dirigenza pubblica e la possibilità che i percorsi di carriera vengano gestiti in forma autonoma in modo simile a quanto avviene nella magistratura. Non si è voluto fare in quanto si è voluto, da parte del potere politico dell’epoca e di adesso, tenere sotto scacco i dirigenti pubblici per asservirli ai loro voleri e ai loro interessi.

Tutto il resto è “conversazione” e da stabilire se in buona o mala fede chi lo contesta. Tutto ciò è storia e migliaia di miei colleghi dirigenti pubblici sono in grado, se voglio, di testimoniarlo.

 E’ evidente che su uno stato inefficiente e improduttivo favorisce la corruzione e il malaffare.

Da tutto ciò appare evidente la pretestuosa e immaginaria volontà di riforma della pubblica amministrazione proposta da un governo degli scoop!!!!


Basta con la “sinistra”….non se ne può piu’!

giugno 13, 2016

Ora si legge che anche la sinistra a sinistra del PD si spacca per colpa di Fassina. Il governatore della Puglia, Emiliano, spara a zero su tutti, alcuni favoleggiano un accordo con il M5Stelle che ha già un accordo con la destra e il sostegno di Salvini, altri sono contrari e tutti e tutto…

Per chi, come me, nato nel dopoguerra, che ha vissuto i momenti delle lotte studentesche del ’68 e seguito l’evoluzione della sinistra comunista da gregaria dell’Unione Sovietica a movimento politico autonomo poi trasformatasi in Ulivo e poi PD tutte queste chiacchiere e psico-drammi di chi è di sinistra e chi no determinano una nausea profonda in quanto a tutto pbefana a-palazzo-chigiensano fuorchè definire ed attuare una politica sociale finalizzata a creare condizioni di convivenza civile e solidaristica in Italia.

Che fine hanno fatto gli ideali che avevano raggruppato intorno agli schieramenti di sinistra, quella vera, oltre il 60% degli elettori che andavano a votare in massa sfiorando l’80%? E’ naturale che con questi personaggi da barzelletta tragica i meno entusiasti rimangono a casa o preferiscono andare al mare piuttosto che perdere tempo a dare un voto inutile.

Per questo dico, a malincuore, “Basta con la sinistra”! Prendo atto che ormai la sinistra, i comunisti, i democristiani, i socialisti, sono paradigmi del passato che non hanno più ragione di esistere. Purtroppo, come delle “idee zombi” ogni tanto risorgono e creano problemi e guerricciuole di periferia che non interessano a nessuno.

Bisogna costruire nuovi raggruppamenti, prima di tutto di idee e obiettivi, intorno a cui inviatare alla condivisione i nostri concittadini per fronteggiare quello schieramento di destra, quello sì reale e attivo anche se ancora in fase di definizione, che rischia di rigettarci indietro di decenni se non addirittura di centinaia di anni.

L’Europa sta morendo di stenti e di stupidità e la sua fine riproporrà gli egoismi e personalismi degli Stati e, come già avvenuto, vincerà il più forte e il più violento. Devo fare esempi? Non credo…

E di tutto ciò ne soffriranno, usando termini ormai desueti ma ancora validi, i lavoratori, le classi meno abbienti, i diseredati insomma tutti coloro che soffrono nell’ombra non avendo oggi nessuno che li rappresenti realmente.

Che dite, sarà il caso di svegliarci e creare qualcosa che, per carità, non si chiami “sinistra” ma abbia le finalità di un tempo!


Non ci resta che sperare

giugno 8, 2016

#salviamoroma
Prendo atto, con una vena di scetticismo, del risultato romano del voto al comune e mi interrogo su quello che succederà il 19. Se andrà come sembra il/la nuovo/a sindaco dovrà governare una città disastrata prima di tutto dal punto di vista etico e culturale. Non servirà fare l’isolazionista, il perbene, il primo della classe, “quello che non chiede

mai”, il puro e onesto al di sopra di tutti! Anzi sarà dannoso e controproducente e si continuerà a fare a Roma quello a cui non sono riusciti gli Unni! Si dovranno cercare alleanze, fare azioni decise e spesso antipopolari, tagliare rami secchi e ricostruire, ridare fiducia e speranza accettando aiuti e aprendo opportunità! Insomma entrare nel tessuto sociale e, se necessario, sporcarsi le mani e fare la faccia dura! Insomma…niente idealisti, fighetti, facce da primo della classe, incensurati della domenica…serviranno facce dure, decise e anche un po’ bastarde! Solo così si salverà Roma!