Ancora un annuncio di riforma della Pubblica Amministrazione. Ma basta….

Nuovamente notizie sulla presunta riforma Madia sulla dirigenza pubblica. Nuovamente notizie in cui il Governo si arroga l’adozione di misure  finalizzate alla “cacciata” dei fannulloni, al licenziamento degli imbroglioni, all’espulsione dalla Pubblica Amministrazione di “dipendenti infedeli”.
Ora scoprono la necessità che i dirigenti pubblici superino degli esami, che vengano valutati, che rispondano di persona fino al licenziamento se il personale delle strutture che dirigono non rendono oppure, addirittura, se “rubano”!

Tutto ciò, per chi ha servito i cittadini all’interno della Pubblica Amministrazione per oltre 38anni e che si è sempre considerato un “Civil Servant” di stampo anglosassone, è una vergogna e fa scatenare sentimenti di profonda “incazzatura”! Non è un francesismo, è solo quello che sento, insieme a tanti colleghi dirigenti, nel leggere e sentire certe cose che risuonano come la “scoperta dell’acqua calda”!

La simpatica e sinceramente affascinante Ministra della Pubblica Amministrazione, insieme a tutto il Governo, non hanno scoperto e introdotto nulla….ripeto nulla! Tutto quello che vogliono contrabbandare come novità già esiste da tempo, con l’unica differenza che non è mai stata applicata per colpa dei sindacati, che hanno delle responsabilità terribili, e del “potere politico” che sino ad oggi hanno difeso e tutelato tutti i “furbetti” in quanto funzionali al “voto di scambio” e alla gestione delle “tangenti”. Parole pesanti ma, per chi conosce il funzionamento della amministrazione pubblica, vere e dimostrabili.

Ora ci si inventa che il dirigente, che non controlla e gestisce i propri collaboratori, debba essere licenziato, si scopre la necessità che le promozioni vengano decise in base ai meriti e al superamento di concorsi, eccetera, eccetera,  eccetera….

Come è possibile tutto ciò se la carriera dei dirigenti viene decisa nelle stanze dei partiti o dei sindacati? E nessuno si permetta di dire che non è vero….sarà fulminato immediatamente dal primo dio greco che passa!

Lo sappiamo e sapete tutti! La dirigenza pubblica è gestita, assunta, promossa, licenziata dal potere politico! Questo è il motivo e lo sfascio della pubblica amministrazione: il suo totale e completo asservimento ai o al politico di turno. Sia esso deputato, presidente, assessore o consigliere di amministrazione. Se non si modifica tutto ciò e si garantisce la distinzione e l’indipendenza tra la gestione politica e amministrativa non si riuscirà mai ad avere una amministrazione ed uno Stato trasparente, efficente, sano è veramente al servizio del cittadino.

Dal 1992, anno di entrata in vigore del decreto Legislativo 29 (Riforma della Dirigenza Pubblica), si è chiesto da più parti l’auto gestione della dirigenza pubblica e la possibilità che i percorsi di carriera vengano gestiti in forma autonoma in modo simile a quanto avviene nella magistratura. Non si è voluto fare in quanto si è voluto, da parte del potere politico dell’epoca e di adesso, tenere sotto scacco i dirigenti pubblici per asservirli ai loro voleri e ai loro interessi.

Tutto il resto è “conversazione” e da stabilire se in buona o mala fede chi lo contesta. Tutto ciò è storia e migliaia di miei colleghi dirigenti pubblici sono in grado, se voglio, di testimoniarlo.

 E’ evidente che su uno stato inefficiente e improduttivo favorisce la corruzione e il malaffare.

Da tutto ciò appare evidente la pretestuosa e immaginaria volontà di riforma della pubblica amministrazione proposta da un governo degli scoop!!!!

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