INFORTUNI SUL LAVORO…SI PUO’ FARE DI PIU’?

“Infortuni sul lavoro in calo”, titolo ad effetto ma se si verificano i dati si evidenzia un fenomeno complesso, dove l’andamento degli infortuni subisce variazioni a macchia di leopardo sul territorio nazionale.

Per alcune aree ove gli infortuni sono in effetti in calo, ve ne sono diverse dove sono in aumento: si riscontrano riduzioni medie nazionali intorno all’1% mentre in alcune aree (nord-est) si evidenziano aumenti del 2, 3%.

Si deduce che siamo lontani da una effettiva e sostanziale riduzione degli infortuni sul lavoro la cui analisi deve essere più approfondita abbracciando anche il tipo di infortunio, la gravità della lesione, la presenza e l’entità dei postumi e di tutti quegli indicatori che possono darci una visione più allargata del fenomeno.

E’ SUFFICIENTE QUANTO SI FA?

Quanto detto impone agli addetti ai lavori la ricerca di un nuovo approccio che preveda un passaggio da una cultura orientata al mero rispetto delle norme, al rilascio di dichiarazioni sulla necessità di una nuova cultura della prevenzione che, all’atto pratico, si traduce nell’assunzione di comportamenti formalmente “ineccepibili” ma sostanzialmente inefficaci.

Il “rito” si svolge in una sorta di “continuum” che partendo dall’infortunio passa attraverso il momento dello stupore, dell’indignazione, delle proposte, degli intenti, delle assicurazioni…fino al nuovo infortunio!

Le domande che ci si deve porre sono: “tutto ciò influisce sulla modifica dei comportamenti? Le esperienze passate servono a migliorare le procedure lavorative? L’innovazione tecnologica e la formazione guidano veramente gli operatori verso una reale prevenzione? Rimane traccia, e fin a che punto, di ciò che si fa per la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro?

Se, come è presumibile, la risposta a queste domande è “no” si deve cercare una altra via  per realizzare una reale prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro che preveda l’adozione di una prassi costante, condivisa sia dal datore di lavoro che dal lavoratore, orientata alla realizzazione di un “Sistema di Gestione della Sicurezza” progettato ed attuato per la realizzazione dinamica della prevenzione infortunistica e della tutela della salute dei lavoratori.

Tale sistema, per essere realmente efficace,deve essere:

  • Progettato
  • Condiviso
  • Praticato
  • Verificato
  • Continuamente migliorabile

da tutti gli attori dei processi produttivi (datori di lavoro, lavoratori, forze sociali e datoriali)  che devono, ciascuno per la loro parte, dimostrare una:

  • volontà realizzativa
  • consapevolezza della necessità
  • assunzione di responsabilità
  • disponibilità all’investimento sia economico che culturale.

Investire in sicurezza nel medio periodo conviene economicamente, mentre nell’immediato è un atto di civiltà  da parte di tutti gli attori delle problematiche sociali.

LA NORMA OHSAS 18001

A questo punto ci si deve  chiedere se esiste uno strumento che possa porsi come mezzo per il raggiungimento di uno standard condiviso in tema di sicurezza sul posto di lavoro.

La risposta è affermativa: la norma “OHSAS 18001”

La OHSAS 18001 (occupational health and safety management systems) è stata introdotta nel 1999, fu emessa in ambito British Standard Institute da un gruppo di Enti di certificazione e di normazione appartenenti a vari Paesi.

L’obiettivo è quello di supplire alla mancanza di una Norma ISO.

Il suo scopo primario è quello di definire quali requisiti debba avere un’azienda per conseguire un efficace sistema per la gestione della sicurezza e della salute sul posto di lavoro.

Fondamentalmente è strutturata come la ISO 14001 (SGA) ed è pronta anche per essere eventualmente trasformata in una Norma ISO.

Da alcuni anni la OHSAS 18001 è stata adottata  come punto di riferimento anche in Italia  da quelle aziende, ancora troppo poche, che hanno percepito la sicurezza e la salute sul posto di lavoro come un obiettivo strategico dell’organizzazione.

E’bene ricordare, comunque, che la norma in questione non è ancora una norma internazionale. In ambito ISO si deve ancora definire se emettere o meno una specifica norma di riferimento (come nel caso delle ISO 9000 e delle ISO 14001) che tenga conto, in ogni caso, dello standard proposto dalla OHSAS 18001.

La OHSAS 18001, quindi, pur rappresentando ancora una “norma privata”, può essere applicata all’interno dell’azienda e certificata da “Enti di Terza parte” nello stesso modo con cui si applicano e certificano le norme della ISO 9000 e della ISO 14001.

PERCHE’ CERTIFICARSI E QUALI SONO I VANTAGGI

L’esperienze delle imprese nel campo della sicurezza nei diversi Paesi, le analisi fatte dagli organismi e dagli Enti internazionali sugli incidenti più gravi che si verificano quasi quotidianamente sul posto di lavoro, mettono in risalto l’importanza che ha una gestione organizzativa di un Sistema di Sicurezza della salute sul lavoro.

Il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS), proposto dalla norma in questione, è un sistema dinamico che riesce a coinvolgere tutto il personale aziendale e non solo.

I risultati ottenuti dalle aziende che l’hanno applicato è stato più che soddisfacente:

  • hanno potuto riscontrare minori incidenti, con ovviamente minor perdite di tempo e di costi relativi,
  • hanno evidenziato più efficienza e più competitività
  • hanno un ovvio miglioramento delle relazioni interne ed esterni.

Evidentemente le aziende non operano in modo isolato ma ci sono altre parti che possono avere interesse affinchè l’azienda lavori in “Sicurezza”, come:

  • Gli addetti e le loro rappresentanze
  • L’opinione pubblica locale e la comunità in genere
  • I clienti/fornitori
  • I contractors
  • Gli istituti assicurativi
  • Le istituzioni finanziarie
  • Gli eventuali azionisti

Si può dire che un SGS dà valore aggiunto all’impresa che lo sostiene poiché rende più efficiente la gestione, ne migliora l’immagine e accresce la credibilità.
In sintesi i motivi per cui un’azienda si dovrebbe certificare OHSAS 18001 e quali i vantaggi che ne otterrebbe derivano:

  • Da un maggiore e più sicuro controllo del rispetto della legge (Testo Unico)
  • Dalla maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse e un conseguente incremento delle plusvalenze economiche
  • Dalla riduzione dei rischi nei luoghi di lavoro
  • Dalla efficienza nella gestione e nel controllo operativo di tutti quegli aspetti connessi alla prevenzione e alla salute dei lavoratori
  • Da una estensione del controllo della sicurezza sul lavoro a tutta l’organizzazione comprese le attività esterne (siti produttivi distaccati, cantieri etc.)
  • Da una maggiore credibilità e aumento di quote di mercato
  • Da un miglior rapporto con gli investitori, le assicurazioni e le finanziarie
  • Da un miglioramento delle relazioni interne ed esterne all’azienda medesima

COME INCENTIVARE L’ADOZIONE DELLA NORMA OHSAS 18001, O SIMILARE, CHE SIA CERTIFICATA?

Si pone, tuttavia, il problema di incentivare l’adozione della norma e rendere evidente l’utilità di progettare ed impiantare un “Sistema di Gestione della Sicurezza” pervenendo alla certificazione dell’azienda.

Oltre alle leve comunicative sarà necessario prevedere strumenti legislativi e finanziari tali da far apparire con immediatezza la reale convenienza ad avviare una seria e fattiva politica della salute e sicurezza sui posti di lavoro.

Tali strumenti finanziari e legislativi potranno essere integrati tra di loro in modo da prevedere, per le aziende che adottino e certifichino il SGS conforme alla OHSAS 18001, una batteria di agevolazioni finanziarie legate a sgravi fiscali e contributivi.

In particolare si potrà prevedere, tra l’altro, una riduzione dei tassi previsti dalle tariffe applicate dall’INAIL per quelle aziende che dimostrino fattivamente l’avvio del processo d’introduzione di un SGS conforme alla normativa OHSAS 18001.

L’Istituto assicurativo potrebbe prevedere anche un incentivo iniziale teso a finanziare i costi di realizzazione e certificazione  dell’azienda.

Una attenta analisi dei costi sociali e finanziari derivanti dagli infortuni sul lavoro e dalle malattie professionalii potrà certamente porre in evidenza come, a fronte di un iniziale minor introito di contributi, l’INAIL potrà ottenere un risparmio economico sul fronte delle prestazioni erogate.

Fondamentale sarà mettere in risalto come l’adozione di un Sistema di Gestione della Sicurezza in applicazione della norma OHSAS 18001 sia una decisione che l’azienda dovrà assumere in piena autonomia e che la sua adozione debba essere un atto completamente “volontario”.

Questa  la novità dell’impostazione proposta!

Affiancare ad una normativa obbligatoria, come il recente testo unico, l’adozione di un sistema di gestione della sicurezza derivante da una norma “volontaria”,  come la OHSAS 18001, peraltro  soggetta a verifica di terza parte, rappresenta la reale volontà dell’azienda di attuare  efficaci politiche di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori.

Tale scelta dovrà essere certamente premiata in vari modi dalle parti sociali e dal legislatore.

Nell’ambito delle diverse iniziative si potranno prevedere anche forme di ulteriore pubblicizzazione ed incentivazione delle scelte fatte dalle aziende che intendono intraprendere la strada della sicurezza e salute sul posto di lavoro.

Un modello potrebbe essere quello adottato nell’ambito della  EFQM (European Foundation Quality Management ) che da alcuni anni indice, a livello europeo e nazionale,  un “Premio Qualità” per conferire un riconoscimento a quelle aziende che si impegnano nel campo della Qualità Totale in tema di prodotti e servizi. A tale iniziativa partecipano molte tra le maggiori imprese italiane che hanno ricevuto premi sia in Italia che all’estero.

Analogamente le aziende che intraprendono la strada della certificazione in base alle norme OHSAS 18001 potranno concorre per un premio che venga istituito per riconoscere pubblicamente l’impegno dimostrato nel creare e mantenere un Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute del posto di lavoro da cui sia scaturita una diminuzione dei rischi infortunistici e un miglioramento della salute sul posto di lavoro.

Per le imprese il conseguimento di questi risultati in tema di prevenzione significherà un miglioramento delle relazioni interne ed il conseguimento di benefici diretti in termini di immagine con la possibile conseguente acquisizione di  nuove quote di mercato.

Questa è una  delle strade da percorrere per  fare di più!

 

One Response to INFORTUNI SUL LAVORO…SI PUO’ FARE DI PIU’?

  1. […] ailev@asmp.msk.su wrote an interesting post today onHere’s a quick excerpt … nti di Terza parte” nello stesso modo con cui si applicano e certificano le norme della ISO 9000 e della ISO 14001….In ambito ISO si deve ancora definire se emettere o meno una specifica norma di riferimento (come nel caso delle ISO 9000 e delle ISO 14001)… […]

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